I sintomi della chetosi: come fare per riconoscerla

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Una dieta chetogenica è un regime alimentare la cui finalità è quella di attivare la chetosi, un processo attraverso il quale il corpo umano è indotto a bruciare una maggiore quantità di grasso. Se si è in grado di identificare i segnali inviati dall’organismo in chetosi, è più facile capire se lo stile Keto sia efficace o meno, anche per correggere eventuali errori. Come accennato, la chetosi è un processo metabolico che si verifica nel momento in cui il fisico comincia a bruciare i grassi e ne ricava energia. In mancanza di un apporto di carboidrati adeguato, l’organismo ricorre proprio al grasso per avere a disposizione il carburante che gli serve per funzionare. In condizioni normali sono gli zuccheri a essere sintetizzati in energia, ma se questi non sono sufficienti il corpo va in chetosi: il fegato sintetizza i grassi e nel sangue vengono prodotti i chetoni.

Perché si segue una dieta chetogenica

Chi promuove la dieta chetogenica sottolinea come un regime alimentare di questo tipo sia in grado di favorire il calo ponderale e garantisca altri benefici dal punto di vista della salute, addirittura con la prevenzione del cancro. Per capire se si è in chetosi si può scegliere tra i test dell’alito, quelli delle urine o quelli del sangue: il più affidabile resta il test del sangue. Esistono kit casalinghi, simili a quelli che permettono di misurare l’insulina.

Il calo ponderale

Diversi studi evidenziano che i regimi alimentari che comportano un apporto ridotto di carboidrati sono in grado di promuovere la perdita di peso, ed è per questo che si ritiene che la dieta chetogenica abbia la capacità di assicurare risultati simili. C’è, però, uno studio del 2013 che ha messo in risalto come sul lungo termine sia possibile dimagrire di più con una dieta chetogenica che non con una dieta a ridotto contenuto di carboidrati. Va detto che quando si comincia la dieta keto c’è subito un certo calo ponderale, che è causato dalla perdita di liquidi che si erano accumulati per la ritenzione idrica. Dopodiché, però, c’è bisogno di aspettare alcune settimane per arrivare alla perdita di grasso vera e propria.

Che cosa succede quando si è in chetosi

L’incremento della sensazione di sete è una delle conseguenze che si sperimentano nel momento in cui si è in chetosi: anche in questo caso, la motivazione va fatta risalire all’espulsione dei liquidi in eccesso. Quando il livello di chetoni nel flusso ematico aumenta, oltre alla disidratazione si può verificare una carenza di elettroliti: è una condizione che deve essere equilibrata, perché in caso contrario ci possono essere delle complicazioni. Una conseguenza della disidratazione può essere un incremento della probabilità di formazione di calcoli nei reni. Ecco perché, se si adotta un regime alimentare keto, non bisogna mai dimenticare di bere molta acqua.

Gli spasmi e i crampi muscolari

I crampi muscolari sono un’altra conseguenza potenziale della perdita di liquidi, a maggior ragione nel caso in cui essa non venga riequilibrata. Chi adotta il regime alimentare chetogenico deve badare ad assumere da ciò che mangia una quantità di elettroliti sufficiente a prevenire i dolori muscolari. Il compito degli elettroliti è quello di favorire la trasmissione di segnali elettrici fra le cellule. Nel caso in cui gli elettroliti siano sbilanciati o insufficiente, le cellule non sono in grado di comunicare le une con le altre come dovrebbero, ed è per questo motivo che i muscoli si contraggono e si manifestano degli spasmi. Degli elettroliti fanno parte il sodio, il potassio, il magnesio e il calcio. Con la supervisione del proprio medico, può essere utile ricorrere a degli integratori o semplicemente revisionare la propria dieta, per controllare che venga assunta la necessaria quantità di vegetali.

Con la dieta chetogenica ci si sente deboli?

La fiacchezza e la debolezza sono due condizioni che si possono sperimentare quando si avvia una dieta chetogenica: nelle fasi iniziali, infatti, il corpo umano non ha a disposizione i carboidrati che gli occorrono per avere energia, ma al tempo stesso non è ancora in grado di sfruttare al massimo i grassi. Quindi non c’è da preoccuparsi se per un po’ di tempo ci si sente stanchi, perché quando l’organismo si abituerà si recupereranno tutte le forze.