Dai fumetti ai videogame: le opere dedicate al blackjack

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Il blackjack è uno dei giochi di carte più antichi del mondo. Nato in Francia 400 anni fa, si è espanso rapidamente in America dove ha conosciuto una nuova denominazione. In origine, infatti, il gioco si chiamava “21”, così come 21 erano e sono i punti che i giocatori devono tentare di raggiungere. Il termine” blackjack” è stato poi coniato in riferimento a una vecchia regola che interessava il jack di picche. Sebbene siano passati quasi 3 secoli dall’invenzione del gioco e il suo approdo in America, curiosamente è il nome “blackjack” a risultare più familiare e diffuso tra gli appassionati. Tuttavia, è possibile individuare svariate citazioni al 21 nelle varie opere dedicate al gioco.

Forse non tutti sanno che a parlare del blackjack sono stati nel tempo anche i fumetti, ma occhio a non fare confusione. Esiste infatti un manga dal titolo “Black Jack”, ma che in realtà non contiene alcun riferimento al gioco di carte. In Italia è stato Mister No ad omaggiare quest’ultimo, precisamente nella storia “Makakaraua” in cui il protagonista non faceva altro che perdere davanti a un prete che imbrogliava in continuazione. Il personaggio di Sergio Bonelli era ritornato di recente con la saga “Mister No Revolution”; chissà che in futuro non si ritrovi di nuovo a cimentarsi nel 21, dato che di fumetti dedicati solo ed esclusivamente al blackjack, comunque, non vi è traccia.

I tributi artistici non mancano nemmeno tra i Paesi europei, dunque. Se il gioco si è fatto conoscere a dovere nello Stivale, però, è per la serie di film sul blackjack importati dagli Stati Uniti. Come non citare “Rain Man”? La celebre pellicola con Tom Cruise e Dustin Hoffman sfruttava il blackjack per far ricostruire il rapporto tra due fratelli persi e ritrovati, uno dei quali aveva dimostrato di poter raccogliere grandi successi al tavolo verde grazie alle sue notevoli abilità mnemoniche.

Il più famoso dei film dedicato al blackjack, comunque, rimane “21”, basato sulla storia del MIT Blackjack Team. Tra gli anni ’80 e ’90 molte sale americane furono costrette a pagamenti ingenti di fronte alle imprese di questo gruppo di studenti universitari, che avevano sviluppato in maniera del tutto personale la tecnica del conteggio delle carte. Il film è uscito nel 2008, ma il caso ha voluto che già 4 anni prima arrivasse nelle sale “The Last Casinò”, con una trama chiaramente ispirata alle vicende del MIT, seppur con meno riferimenti: un professore di matematica veniva cacciato dalle sale perché pizzicato a contare le carte e pur di ripagare i propri debiti pensò bene di allenare 3 dei suoi studenti per sbancare al tavolo verde.

Molto più banale l’intreccio narrativo che si può individuare in “The Cooler”, in cui un addetto al casinò incaricato di far perdere quanto più possibile i giocatori si innamorava di una cameriera dimenticandosi i propri compiti. Niente di più sbagliato quando si tratta di maneggiare le carte. L’attenzione al tavolo deve essere massima e lo si evince anche da una partita ai videogame a tema. No, non esistono solo i classici software delle piattaforme di intrattenimento digitale. Su pc e console varie è stato rilasciato nel 2017 anche un videogioco vero e proprio, dal nome “Super Blackjack Battle II – Turbo Edition”, che tende a parodiare su più fronti il celebre picchiaduro “Street Fighter II – Turbo Edition” che spopolava nelle sale giochi degli anni ’90.