L’amore ai tempi della pandemia: calano desiderio e intimità

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L’amore ai tempi della pandemia
L’amore ai tempi della pandemia

Non solo alla vita professionale e lavorativa delle donne: lo smart working sta facendo male anche agli affetti e alla vita di coppia, come testimoniano varie ricerche pubblicate in questi ultimi mesi, sulla scia delle conseguenze della seconda ondata di contagi da Coronavirus.

Amore e pandemia, rapporto conflittuale

A pagare il costo maggiore di questa situazione di difficoltà sono ancora una volta le donne, che soprattutto nelle regioni del Nord Italia lamentano gli effetti negativi del lavoro da casa, che per molte si traduce in un incremento degli impegni e in una riduzione del tempo libero, ovvero l’esatto opposto di ciò che può influire positivamente sull’amore e sul sesso.

Lo smart working fa male alla coppia

E infatti, il 74% delle partecipanti a un sondaggio online ha rivelato un “calo del desiderio da smart working”, legato a cause comuni e quotidiane: impossibilità di staccare totalmente la testa dagli impegni lavorativi per l’assenza del cambio di scenario dato dall’alternanza tra luogo di lavoro e casa; mancanza di tempo per una sensazione di costante “reperibilità” data dal lavoro a distanza; stile di vita più “pantofolaio” anche dei partner, che in in felpone e joggers appaiono meno attraenti.

Al Nord cala la libido delle donne

Il risultato è quindi un calo della libido e dei momenti di intimità di coppia, a cui si aggiungono poi le difficoltà di chi non ha un rapporto fisso e ha praticamente perso le occasioni per incontrare nuovi partner. Le zone più colpite da questo fenomeno sono, come detto, le regioni settentrionali, e in particolare Lombardia, Piemonte e Veneto, aree dove in questi mesi è contemporaneamente aumentato il ricorso a mezzi digitali per la soddisfazione del piacere sessuale.

Boom per siti e annunci online

Senza voler necessariamente trovare un nesso di causalità, è infatti curioso notare che proprio in queste zone sono aumentati gli annunci per incontri piccanti con escort, sia sotto forma di chiacchierate virtuali che come veri e propri appuntamenti, nonostante le varie limitazioni agli spostamenti. La tendenza è evidente sul sito www.piuincontri.com, specializzato in annunci localizzati nell’area metropolitana di Torino, dove il numero di professioniste che si presenta è notevolmente aumentato.

Segno che i divieti di contatto dettati dal Coronavirus rendono sempre più tecnologici e virtuali i tentativi sessuali interpersonali: un numero maggiore di persone ha imparato a sfruttare telefono e siti online per entrare in contatto con partner nuovi e vecchi, superando i tradizionali incontri di sesso faccia a faccia, un approccio che non è stato sempre possibile nel corso dell’anno.

Il benessere di coppia colpito da ansie e paure

Colpa sicuramente dei vari DPCM, ma anche della situazione di paura e stress correlata alla diffusione del Virus, che hanno causato un generale calo del desiderio sessuale per l’83% dei partecipanti a un altro sondaggio, commissionato da Durex in collaborazione con l’associazione italiana per la lotta contro l’HIV ed eseguito su 500 partecipati dai 16 ai 55 anni.

Solo il 23% dei partecipanti alla ricerca ha affermato di aver mantenuto inalterata l’attività sessuale, tanto tra chi aveva un rapporto stabile di convivenza che tra i single. A “crollare” non sono soltanto i rapporti occasionali, passati dal 35% del pre-pandemia al 3% degli ultimi mesi, ma anche pratiche sessuali e momenti di intimità più generali. È il caso del sesso orale, ridotto attualmente solo al 4% delle circostanze (dal 48% precedente) e addirittura dei baci, che da una frequenza del 63% sono scesi fino all’8% durante la pandemia.