L’ecologia ha davvero cambiato il nostro modo di vivere?

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L’ecologia ha davvero cambiato il nostro modo di vivere
L’ecologia ha davvero cambiato il nostro modo di vivere

La memoria umana, a volte, si dimostra piuttosto corta e ognuno di noi sa quanto sia importate la storia per interpretare al meglio il futuro. Se pensiamo al movimento ambientalista, quindi, la domanda che sorge spontanea è da dove nasce tutta questa attenzione alla plastica e se davvero i movimenti ambientalisti abbiamo portato qualche cambiamento per il Pianeta.

Per rispondere a queste domande così complesse abbiamo ripercorso, molto velocemente, la storia del movimento ambientalista al contrario, a partire dagli scioperi del venerdì per il futuro indetti dalla celeberrima Greta Thumberg.

Il movimento di protesta giovanile han messo in moto una corposa mobilitazione di giovani nelle piazze e nelle strade con il tema del riscaldamento globale e del cambiamento climatico.

Il gruppo nasce nel 2015 e si trattava di una formazione di studenti che invitava i compagni di tutto il mondo a saltare la scuola il primo giorno della Conferenza Sul Clima della COP21. Era il 30 novembre per l’esattezza e la Conferenza esordiva a Parigi. Lo sciopero ebbe una bella risonanza e volle focalizzare l’attenzione sulle fonti di energia rinnovabili.

Negli anni, fino ai giorni nostri questo sciopero si è trasformato in un discusso movimento che divide l’opinione pubblica tra scettici e ferventi sostenitori.

La causa ambientalista, come dicevamo, ha portato all’attenzione il fenomeno dei consumi per cui alcune persone sono rimaste fortemente sensibilizzate. Non possiamo certo dire che l’attenzione sia tale da coinvolgere tutta la popolazione mondiale ma, in minima parte, qualcuno ha interpretato a suo modo uno stile di vita consumistico e, come si sente spesso dire, fa quel che può.

I primi ambientalisti

Prima di Greta di ambiente si iniziò a parlare molti anni fa. Una data certa tra le varie fonti reperite è quella degli anni sessanta, quando si iniziò a sentir parlare di ambiente nel dibattito politico. Rachel Carson scrisse un libro piuttosto critico nei confronti dei fitofarmaci (prodotti per le piante) che si intitola Primavera Silenziosa. Il libro accese un dibattito piuttosto agguerrito ma diede il via alla nascita di una branca legislativa destinata a controllare e tutelare l’ambiente.

Sono gli anni settanta quelli che danno organizzazione ai movimenti ambientalisti. Sono anni in cui si getteranno le basi per quella che storicamente è studiata come la vera spinta ambientalista in politica con l’assunzione del colore verde di rappresentanza e la nascita dei primi partiti ecologisti.

I verdi in Italia nacquero nel 1985 e nel 2008 si ha l’ultima comparsa organizzata nelle file parlamentari. Oggi i governanti ammettono la forte necessità di tramutare i consumi in sostenibilità e riuso perché l’argomento è motivo di instabilità e incertezza economica e sociale.

La difesa del clima diventa oggi cruciale nella quotidianità e il buzz è diventato globale.

Le aziende

Per questo oggi siamo un po’ vittima di quello che è conosciuto come il fenomeno del Green Whashing, ovvero della comunicazione ecologica di facciata. Il termine è una sincrasi, ovvero la fusione di due parole che hanno un segmento in comune per dare un nuovo significato. Nel caso di Green e Whashing il primo termine richiama il concetto di ecologia mentre il secondo significa pulizia, imbiancatura

Per questo Green Washing significa “darsi un’immagine ecologica di facciata” ma, ovviamente, in inglese rende meglio l’idea. Questa tendenza è stata definita come una forma di appropriazione indebita di qualità ecosostenibili per assicurarsi la piacenza dei consumatori. C’è una pulizia ecologica di facciata ancora peggiore, ed è quella delle aziende che utilizzano questo stile comunicativo per distogliere l’attenzione dalla propria brutta fama rispetto al comportamento verso l’ambiente.

È cambiata davvero la vita delle persone?

Purtroppo, almeno secondo il nostro parere no. La nota positiva risiede nel fatto che molte persone abbiano adottato uno stile di vita più virtuoso prestando attenzione a ciò che consumano e a ciò che possono riciclare.

Per esempio sono sorte tante validissime iniziative o proposte per far diventare il riuso un’arte, un hobby e una coccola per il nostro pianeta. Per chi volesse praticare uno stile di vita meno inquinante non c’è cosa migliore che iniziare dalle piccole cose di casa, riducendo i consumi e gli sprechi e seguendo i consigli di Mygreenhelp.com.

Il cambiamento che occorre, tuttavia, è piuttosto lontano da ciò che stiamo facendo oggi. Sembra impossibile cambiare le cose una volta arrivati a questo punto ma, se davvero è tutto spacciato come credi, non vale almeno la pena di tentare? Per questo, sebbene l’ambientalismo sia arrivato persino nei supermercati, non possiamo certo dire di aver salvato il pianeta. Occorre impegno quotidiano e una dedizione comune, che ancora, purtroppo, sembra mancare.